





Poco
oltre la frazione di Campambiardo, all'altezza di una fontana a cui sostano
in molti per fare scorta d'acqua per la settimana, uno sterrato si separa dalla
strada asfaltata che conduce tortuosa verso Celle. L'angusta stradina in terra
battuta si insinua a mezza costa al cospetto del monte Civrari toccando, dopo
qualche chilometro, alcuni alpeggi sparsi nelle radure all'interno dei fitti
boschi. Siamo ai confini con una vasta area che funge da serbatoio per la conservazione
e la riproduzione delle specie selvatiche, dove un gran numero di animali è
protetto; non sarà quindi difficile incontrarne qualcuno. Tenete presente che,
se l'incontro con un cerbiatto può riportare alla mente le favole di Biancaneve
e degli gnomi, l'impatto con una cinghialessa che accompagna i piccoli potrebbe
riservare ben più ruvide e spiacevoli conseguenze. Morale, per quanto i luoghi
siano solitari e, per certi versi, selvaggi seppur non lontani dalla civiltà,
si suggerisce di prestare un minimo di attenzione in occasione dei possibili
incontri con la fauna selvatica. La roccia del Cevré è molto simile a quella
della zona di Caprie e, in particolare, allo gneiss dell'Oasi dei Castagneti
e di Anticaprie. Forse è solo lievemente più sporca, in quanto la mezz'ora di
avvicinamento nel bosco, anche se con poco dislivello, scoraggia molti climbers
che preferiscono muovere i muscoli più sulla roccia che sui sentieri. Per il
momento il consiglio è di munirvi di una spazzola di metallo per apprezzare
al meglio alcune vie, carine ma, in taluni periodi, a rischio muschio. Col crescere
del numero dei passaggi, probabilmente anche la roccia diverrà più pulita e
la falesia del Cevré potrà rappresentare una simpatica alternativa ai soliti
posti della Valsusa ormai triti e ritriti per chi sale sui gradi 5 e 6. Le vie
di arrampicata per ora si sviluppano nel settore sinistro della falesia; nel
settore centrale campeggiano alcuni muri lisci lievemente strapiombanti che
potrebbero offrire alcune vie di livello elevato, ammesso che qualcuno decida
di attrezzarli. All'estrema destra della struttura rocciosa troviamo una via
di quattro lunghezze ed una linea nuova non ancora completamente attrezzata.
Le mezze stagioni, con le solite eccezioni, costituiscono il periodo ideale
per arrampicare al Cevrè: d'estate infatti il caldo e l'umidità rendono l'ambiente
proibitivo mentre d'inverno, tranne per le giornate più tiepide, la luce
fatica a filtrare tra gli alberi e l'aria si mantiene troppo fredda.
Avvicinamento:
30 minuti
Orientamento:
sud ovest
Lunghezza
delle vie: 15-30 metri
Corda:
60 metri
Tipo di roccia:
gneiss
Attrezzatura:
spit da 10 e catene in sosta
Quota:
900 m. slm
Numero di
vie: 15
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Lo
scoglio del Cevré
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foto:
Federico Negri
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Il
Cevré da sotto
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foto:
Federico Negri
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