PAG. 2 Avvicinamento
PAG. 3 Le vie

 

Poco oltre la frazione di Campambiardo, all'altezza di una fontana a cui sostano in molti per fare scorta d'acqua per la settimana, uno sterrato si separa dalla strada asfaltata che conduce tortuosa verso Celle. L'angusta stradina in terra battuta si insinua a mezza costa al cospetto del monte Civrari toccando, dopo qualche chilometro, alcuni alpeggi sparsi nelle radure all'interno dei fitti boschi. Siamo ai confini con una vasta area che funge da serbatoio per la conservazione e la riproduzione delle specie selvatiche, dove un gran numero di animali è protetto; non sarà quindi difficile incontrarne qualcuno. Tenete presente che, se l'incontro con un cerbiatto può riportare alla mente le favole di Biancaneve e degli gnomi, l'impatto con una cinghialessa che accompagna i piccoli potrebbe riservare ben più ruvide e spiacevoli conseguenze. Morale, per quanto i luoghi siano solitari e, per certi versi, selvaggi seppur non lontani dalla civiltà, si suggerisce di prestare un minimo di attenzione in occasione dei possibili incontri con la fauna selvatica. La roccia del Cevré è molto simile a quella della zona di Caprie e, in particolare, allo gneiss dell'Oasi dei Castagneti e di Anticaprie. Forse è solo lievemente più sporca, in quanto la mezz'ora di avvicinamento nel bosco, anche se con poco dislivello, scoraggia molti climbers che preferiscono muovere i muscoli più sulla roccia che sui sentieri. Per il momento il consiglio è di munirvi di una spazzola di metallo per apprezzare al meglio alcune vie, carine ma, in taluni periodi, a rischio muschio. Col crescere del numero dei passaggi, probabilmente anche la roccia diverrà più pulita e la falesia del Cevré potrà rappresentare una simpatica alternativa ai soliti posti della Valsusa ormai triti e ritriti per chi sale sui gradi 5 e 6. Le vie di arrampicata per ora si sviluppano nel settore sinistro della falesia; nel settore centrale campeggiano alcuni muri lisci lievemente strapiombanti che potrebbero offrire alcune vie di livello elevato, ammesso che qualcuno decida di attrezzarli. All'estrema destra della struttura rocciosa troviamo una via di quattro lunghezze ed una linea nuova non ancora completamente attrezzata. Le mezze stagioni, con le solite eccezioni, costituiscono il periodo ideale per arrampicare al Cevrè: d'estate infatti il caldo e l'umidità rendono l'ambiente proibitivo mentre d'inverno, tranne per le giornate più tiepide, la luce fatica a filtrare tra gli alberi e l'aria si mantiene troppo fredda.

Avvicinamento: 30 minuti

Orientamento: sud ovest

Lunghezza delle vie: 15-30 metri

Corda: 60 metri

Tipo di roccia: gneiss

Attrezzatura: spit da 10 e catene in sosta

Quota: 900 m. slm

Numero di vie: 15

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scoglio del Cevré
foto: Federico Negri

 

Il Cevré da sotto
foto: Federico Negri

 

In catena Cybermountain

 

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