





che solitamente richiede un buon riscaldamento generale. Il problema opposto
si presenta d'estate, quando il caldo e l'umidità compromettono l'aderenza
delle dita sulla roccia. Il motivo per cui lo Spigolo dei cinghiali non è
ancora stato valorizzato come probabilmente meriterebbe, può risiedere
nella non sempre attenta cura ai particolari in fase di post chiodatura - le
piccole prese di alcune vie devono essere consolidate - o nell'assenza, a quasi
due anni dall'equipaggiamento degli itinerari, di una valutazione omogenea e
attendibile delle difficoltà. Con quanto detto non si intende assolutamente
dissuadere gli arrampicatori medio-forti dal visitare lo Spigolo dei cinghiali;
anzi, ad onor del vero, è giusto riconoscere la bellezza di alcune vie
- Ragnass sopra tutte, peccato per il secondo chiodo un po' lungo -, e la quasi
totale bontà della chiodatura della falesia. Questi fattori, se supportati
da quei piccoli accorgimenti che fanno ormai la differenza tra una parete spittata
e una falesia pronta per l'uso, potranno contribuire in modo determinante al
successo dello Spigolo dei cinghiali.
Avvicinamento:
5 minuti dal posteggio all'uscita di Condove
Orientamento:
sud-sud est
Lunghezza
delle vie: 10-25 metri
Corda:
60 metri
Tipo di roccia:
gneiss
Attrezzatura:
spit da 10 e catene in sosta
Quota:
450 m. slm
Numero di
vie: 19
Lo
Spigolo dei cinghiali, insieme alla sottostante placca della merenda, è
una delle ultime falesie nate in Valsusa. Immerso per almeno metà dello
sviluppo in altezza nella vegetazione, malgrado un'esposizione al sole favorevole,
si presta all'arrampicata quasi esclusivamente nelle mezze stagioni. Ciò
è dovuto, oltre al fatto d'essere una falesia all'ombra - con
tutto quel che ne consegue -, soprattutto allo stile prevalente d'arrampicata,
di dita e su piccole prese,
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Il
bosco sopra Condove: quasi totalmente immerso tra gli alberi, nel centro
della foto, lo Spigolo dei cinghiali
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foto:
Federico Negri
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