La
falesia delle Pozze è nascosta all'interno di un'ansa del torrente Sessi, nel
selvaggio ambiente delle gole di Caprie, ad appena cinque minuti dall'abitato
omonimo. Il bosco molto fitto e il rumore del torrente che scorre sul fondo
della gola contribuiscono a creare un'atmosfera quasi primordiale. Nel giro
di pochi metri, non appena si abbandoni il sentiero lastricato per Campambiardo
e si raggiunga la riva del torrente, si entra in un mondo fatto di rocce, salti
d'acqua, massi dalle forme più insolite e vegetazione in cui districarsi è
un'arte. Il rumore roboante del torrente che scende più o meno rabbioso e imponente,
a seconda della stagione, sarà la colonna sonora martellante per chi sceglie
di avventurarsi alla falesia delle Pozze. Nelle giornate di sole, guardando
verso Caprie dai massi che fanno da ponte naturale sul torrente poco prima di
giungere alla parete, si può ammirare una sequenza di cascatelle e pozze d'acqua
illuminate da mille
Avvicinamento:
5 minuti dal posteggio di Caprie
Orientamento:
nord est
Lunghezza
delle vie: 15-30 metri
Corda:
60 metri (per la via 20 la catena è a 40 metri d'altezza)
Tipo di roccia:
gneiss
Attrezzatura:
fix da 10 e catene in sosta
Quota:
450 m. slm
Numero di
vie: 22
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Le
pozze, settore CCCP
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foto:
Federico Negri
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Le
pozze, settore Mau Mau
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foto:
Federico Negri
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spiragli
di luce che filtrano fra alberi, arbusti e pareti rocciose. Le ultime creazioni
della falesia, le cui linee di salita tecnicamente più facili erano già state
valorizzate nel corso degli anni '90, sono state letteralmente conquistate e
strappate alla vegetazione di rampicanti negli ultimi due anni dai cultori dell'ottavo
grado della Valsusa, primi fra tutti V. Vighetti e M. Menegolli. Ultimamente
è stato chiodato anche uno dei grossi massi cheincombono sulle pozze formate
dalle cascatelle del torrente, e lavia che ne è risultata, spettacolare come
la conformazione della roccia, è una vera e propria sfida alla forza di gravità.
L'orientamento a nord est della falesia non è l'elemento determinante nella
scelta del periodo e delle ore migliori per l'arrampicata, in quanto la gola,
molto stretta, nonché la presenza del torrente e della vegetazione, tendono
a creare un microclima più fresco e umido rispetto al resto della valle. Sono
privilegiate, quindi, oltre alle mezze stagioni, le fresche giornate e le ore
d'ombra estive; in inverno, anche quando il tempo è bello, l'ambiente tende
invece ad essere un po' troppo freddo e umido e l'attività dei climbers
muove solitamente verso zone più favorevoli.
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Le
pozze: sulla sinistra il masso con lo spettacolare "Marciapiede"
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foto:
Federico Negri
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