PAG. 2 Avvicinamento
PAG 3 Le vie

 

Il paradiso dell’arrampicata tecnica e di continuità, la tomba del ciapa e tira. A Gressoney St. Jean, proprio sopra il laghetto di Gover, Alberto Tousco ha creato un bel muro di arrampicata per gli amanti della scalata un po' stile anni ’80, oggi tutt'altro che fuori moda: non solo strapiombi a prese grosse e distanziate, grande uso del trapano per creare prese dove non si potrebbe passare e virtuosismi atletici ma anche muri tecnici dove gli appigli sono disposti in modo da dover spesso pensare attentamente alla sequenza dei movimenti che seguirà, pena il resting o la caduta. La roccia metamorfica, attrezzata interamente ad anelli resinati, è a tratti molto compatta, di colore giallo-rossiccio, praticamente nuova, quindi aderentissima ma, in qualche punto, ancora da rifinire a causa delle poche ripetizioni. Le vie si sviluppano quasi sempre per una trentina di metri, stimolando, oltre alle già citate capacità tecniche, anche le doti di resistenza. Dalla base della paretina, orientata a sud e protetta dal vento, quindi ideale quando non fa molto caldo, si gode una vista stupenda sulla piana di Gressoney St. Jean, fino allo spartiacque col biellese. Il muro d’arrampicata è visibile già dal paese, al di sotto di una baita isolata, appena fuori dal bosco a picco sul lago di Gover. Sebbene l’inventore della falesia – la cui base costituisce anche il punto di arrivo di una via ferrata che parte sopra il lago – abbia eseguito un notevole lavoro per rendere ospitale lo spazio sotto la roccia, il sentiero di accesso molto ripido e la natura del terreno intorno alla falesia sconsigliano l’accesso a famiglie con sedia a sdraio e bimbi piccoli al seguito.

Avvicinamento: 15 minuti

Orientamento: sud

Lunghezza delle vie: 20-30 metri

Corda: 60 metri

Tipo di roccia: gneiss metamorfico

Attrezzatura: anelli resinati con catene in sosta

Quota: 1500 m. slm

Numero di vie: 13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La falesia di Gressoney St. Jean, sopra il lago di Gover
foto: Federico Negri
In catena Cybermountain
Ulderico Andreoli su Amanti senza nome, 7a
foto: Federico Negri
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