Nel corso degli ultimi due decenni l'area del Brianconnais ha rappresentato sicuramente un esempio di lungimiranza in tema di valorizzazione del turismo e dell'attività sportiva all'aria aperta. Gli enti locali hanno favorito lo sviluppo di infrastrutture permanenti per la pratica degli sport dell'aria, su torrente e di montagna. A distanza di anni, osservando la qualità e la varietà dell'offerta di attività per il tempo libero e per un turismo che in Italia definiremmo quantomeno alternativo, si può affermare con sicurezza che i francesi abbiano centrato in pieno la scommessa. Tra le svariate attività che le guide locali svolgono in modo coordinato e mirato, troviamo quella dell'equipaggiamento e della manutenzione delle falesie per l'arrampicata sportiva. Questo impegno, tra l'altro, non si esaurisce in una generica azione di chiodatura, ma si propone anche un obiettivo di promozione e sviluppo delle attività per i più giovani e per le famiglie. A tale scopo ed in tale ottica vengono attrezzate falesie per l'arrampicata secondo rigorosi standard di sicurezza ed intere strutture, quali il Rocher qui Repond di Plampinet e il Rocher Baron, o il Rocher des Amoureux sopra Modane, nascono con lo scopo quasi dichiarato di ospitare le famiglie, i principianti, o chiunque voglia seguire gli amici che arrampicano senza annoiarsi a morte per l'intera giornata. Occorre puntualizzare che in Francia non si può attrezzare falesie di bassa quota in modo improvvisato, e tale attività è spesso finanziata dagli enti pubblici e condotta da professionisti qualificati. In tale contesto è ovvio che chi attrezza una via lo faccia per tutti, oltre che per la sicurezza di tutti. In Italia, come molti arrampicatori sportivi sanno, non è sempre così in quanto, seppure in maniera sporadica, tende a prevalere l'estro o la mentalità poco elastica di qualcuno che si ritiene padrone della falesia. Rocher Baron è quindi una falesia per tutti, al riparo dai rumori della valle e dal vento del Lautaret, a ridosso di un pratone da pallone e da picnic, al cospetto di boschi tranquilli di conifere punteggiati qua e là di vecchie baite. La roccia, una quarzite aderente e molto lavorata, offre differenti tipi di arrampicata a seconda dell'inclinazione. Sebbene in questa sede vengano considerati i due settori più classici ed interessanti per l'arrampicata, in realtà esiste anche un settore d'iniziazione per i bambini proprio di fronte al prato dove si posteggiano le auto, un settore di megastrapiombi, con roccia non proprio entusiasmante, sul versante rivolto verso la strada statale e, sempre sullo stesso versante, una ventina di vie nuove, con difficoltà compresa tra il 6a ed il 6c, anch'esse non entusiasmanti a causa della roccia un po' sporca. I settori qui descritti, uno di muro e l'altro strapiombante, offrono un'arrampicata piacevole e varia, e quasi sicuramente convinceranno i climbers a ritornare. Al Rocher Baron si arrampica praticamente tutto l'anno, eccezion fatta per il periodo invernale: in questa stagione, nelle giornate di sole, gli estimatori della zona - non pochi - si radunano solitamente sul versante opposto della valle, lungo i terrazzamenti delle Vignettes. Ma quella è un'altra falesia...

 

 

 

Marco Pitet su La rage de bulle bis, 6b+
foto: Federico Negri

 

 

 

 

 

 

PAG. 2 Avvicinamento
PAG. 3 Le vie - secteur 2
PAG. 4 Le vie - secteur Bousland

 

Avvicinamento: 1 minuto dal posteggio per il secteur 2; 3 minuti per il secteur Bousland

Orientamento: sud

Lunghezza delle vie: 15-30 metri

Corda: 60 metri

Tipo di roccia: quarzite grigia (secteur 2) e gialla (secteur Bousland)

Attrezzatura: fix da 10 e catene in sosta

Quota: 1350 m. slm

Numero di vie: 26 (un'altra quarantina di vie nei settori di fronte al posteggio, sul toit des chèvres e sulla falesia versante ovest)

Rocher Baron: il settore degli strapiombi, o Bousland
foto: Federico Negri

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