




L’Orrido di Foresto è uno dei luoghi di culto dell’arrampicata sportiva in val di Susa, al pari delle Striature nere. Si può affermare con tutta tranquillità che la roccia locale abbia visto appese ai propri appigli le mani di almeno tre generazioni di arrampicatori moderni: quelli degli anni ’70, artefici del movimento del nuovo mattino, colorati e un po’ folli, all’inseguimento del mito californiano; quelli degli anni ’80, sperimentatori di una disciplina nuova nelle regole e nei contenuti che proprio su questa parete, con il concepimento e la realizzazione di vie quali Strenuous o Robotica, hanno contribuito a scrivere le prime pagine della storia dell’arrampicata sportiva italiana d’alto livello; infine quelli degli ultimi anni, che hanno ripreso a frequentare l’ormai unto e liscio muro strapiombante dopo un periodo di relativo oblio, soprattutto per fuggire all’afa dell’estate o per godersi l’atmosfera tutta particolare delle belle giornate autunnali all’interno di questo profondo taglio nella roccia ai piedi del Rocciamelone, per nulla turbati dalla roboante presenza del torrente, anzi, confortati dal profumo dolciastro e mediterraneo degli alberi di fico. Il muro che si eleva sopra il lazzaretto, appena entrati nell’orrido, costituisce il settore di riferimento per gli arrampicatori, lungo cui si sviluppano gli itinerari classici maggiormente frequentati. La roccia calcarea è ormai talmente unta che qualche via non viene quasi più ripetuta; ciò nonostante, malgrado l’affollamento sulla parete non sia più quello dei ruggenti anni '80, in occasione delle giornate tardo primaverili di maltempo o nelle serate estive temporalesche, alla base della parete capita ancora oggi di vivere quell’atmosfera di allegra confusione che riporta alla memoria le mitiche giornate di quindici - vent’anni fa quando tra la folla c’erano anche Marco Bernardi, Andrea Gallo e tanti altri forti. Proseguendo lungo il torrente, sempre sulla sinistra, saltellando da una pietra all’altra si incontrano il settore Torrente, non presentato in questa sede in quanto da qualche tempo non praticabile a causa di una pozza d’acqua proprio alla base della parete, ed il settore Cascata, anch’esso difficilmente accessibile nei mesi a cavallo tra primavera e estate, a meno che non sia stato preventivato un pediluvio energico di qualche minuto. Le protezioni in tutta la falesia sono generalmente molto buone; solo nel settore Cascata qualche via potrebbe richiedere una verifica dello stato degli spit. Se percorrete le vie di più lunghezze – inutile dirlo – ricordatevi che per scendere in doppia a volte una corda non basta…
Avvicinamento: 5 - 10 minuti
Orientamento: est
Lunghezza delle vie: 10-30 metri; le calate dalle vie di più tiri richiedono a volte 2 corde
Corda: 60 metri
Tipo di roccia: calcare
Attrezzatura: anelli resinati e con catene in sosta per quasi tutte le vie del settore principale; anelli resinati e spit da verificare su alcune vie per il settore cascata
Quota: 500 m. slm
Numero di vie: 33

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Il
settore principale della parete dell'Orrido di Foresto
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foto:
Federico Negri
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